Tutta farina del tuo sacco?

C’erano una volta dei contadini che lavoravano le terre di un ricco principe…

Coltivavano e raccoglievano ogni sorta di prodotto: olive, uva, ogni tipo di frutta e verdura fino al grano. Quest’ultimo era, insieme al raccolto delle olive, un elemento fondamentale per sopravvivere all’inverno, “se in casa hai farina e olio, hai tutto!” dicevano gli anziani.

Dopo la mietitura estiva e la trebbiatura, tra settembre e ottobre i mulini iniziavano la macina del grano così da ricavarne la farina. Nella fase di pulizia e separazione del chicco, il principe lasciava ai suoi contadini la parte più “povera” considerata esteticamente brutta e quindi “non buona”. Così i residui della farina, le germe di grano e la crusca venivano concessi ai nostri nonni gratuitamente, poiché considerati degli scarti. Una volta macinati infatti si otteneva una farina scura, grezza e di conseguenza il pane, la pasta o i biscotti erano a loro volta molto rozzi e grossolani. Niente a che vedere con la farina raffinata e purissima. Così il principe trascorreva gli anni della sua vita a commerciare e mangiare prodotti fatti con la sua polvere bianca, mentre i poveri contadini si nutrivano di cereali, crusca e pane integrale.

Il risultato era che i contadini avevano una vita più lunga, salute di ferro e nessun problema legato ad intolleranze alimentari… Il principe… beh a dire il vero non so che fine abbia fatto…

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Il motivo per cui è importante conoscere il mondo delle farine è proprio questo: bianco e raffinato non corrisponde affatto a sano e migliore. È chiaro che non è possibile star dietro ad ogni ingrediente di ciò che mangiamo, dovremmo trascorrere anni di vita a studiare e capire come è stata prodotta una pasta o un pane, da che mulino deriva, da che coltivazione ecc… impossibile. Ma nel nostro piccolo possiamo fare un po’ più di attenzione, anche stando al supermercato, a non “scadere” in farine troppo lavorate, economiche o dalla dubbia provenienza.

Come in ogni cosa sta a noi decidere se essere succubi di quello che gli scaffali ci propongono o agire e selezionare impiegando un po’ di tempo in più. L’ideale sarebbe quindi scegliere, nel caso delle farine, quelle realmente integrali. La tipica farina “00”, la più raffinata che c’è, a meno che non siamo proprio strasicuri della sua provenienza e del modo con cui è stata resa così bianca, è meglio non acquistarla. Molto meglio utilizzare una farina “1” oppure “2”, che risultano meno lavorate e più ricche di nutrienti. Far diventare una farina “bianca” vuol dire privarla di vitamine e sali minerali fondamentali, è ovvio poi che sarà diversa la reazione di una farina integrale a lievitazioni e cotture, dobbiamo però solo imparare a conoscerle e capire quali sono le ricette con cui è meglio utilizzarle, sbagliare e riprovare finché non siamo soddisfatti.

L’ideale sarebbe dedicare una giornata alla ricerca di mercatini biologici o dei mulini che ancora macinano il grano in maniera artigianale… Internet per queste cose è un valido aiutante! Ecco un’infografica, utile a chi ha voglia di imparare qualcosa in più su questo argomento…

farine

I 5 tipi di farine che devi assolutamente conoscere

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