Un orto e un frutteto da ricostruire: ecco come curo “l’occhio di pavone” delle olive.

C’era una volta un orto in disuso e un frutteto abbandonato da più di un anno…

Ho avuto la fortuna di poter acquistare un terreno per concretizzare un piccolo sogno che coltivavo da anni, cioè quello di ridurre il più possibile l’utilizzo di prodotti industriali e commerciali ed iniziare ad autoprodurre. In uno stile di vita basato su autosostentamento e autoproduzione non può mancare il vivere in campagna o avere in qualche modo a disposizione uno spazio dove coltivare frutta e verdura e dove vedere davvero rispettate tutte le forme di vita…

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Obiettivo n. 1: l’orto.
La sfida che mi si presenta davanti è quella di riuscire a trasformare questo spazio che vedete in foto, grande circa 180 mq, in un orto moderno, facilmente accessibile e che possa contenere tutte le verdure che solitamente acquisto nel supermercato.

orto

Orto fase iniziale

Obiettivo n. 2 è il frutteto-oliveto.
Ci sono circa 15 olivi, 5 peri, 4 noccioli, 1 grande ciliegio, 1 mandorlo, 1 melo, 4 fichi e qualcosa che non ho ancora capito! Probabilmente visciole, albicocchi e melograni…

Potatura delle olive

Potatura delle olive

Gli alberi sono stati completamente abbandonati, i tronchi sono precocemente invecchiati, ci sono insetti e perdono i pezzi, ma la fioritura è nella sua piena fase e dove sono caduti i fiori si intravedono già i frutti! Di lavoro da fare ce n’è molto perché tronchi e rami vanno rinvigoriti, potati, curati soprattutto per gli olivi che purtroppo presentano una diffusa malattia chiamata “occhio di pavone” o anche ciclonio.

Occhio di pavone delle olive

Occhio di pavone delle olive

Come vedete dalla foto, quando la maggior parte delle foglie si presenta con delle macchie tonde e scure, vuol dire che il fungo che intacca le piante di olive ha già fatto lunga strada da mesi ed è il risultato di poca cura e abbandono delle piante. Non a caso le ho trovate prive di ogni segno di potatura, le fronde erano folte e disordinate e non permettevano al vento di penetrare bene, cosa invece fondamentale per tutti gli alberi. Il terreno intorno alle piante probabilmente da molto tempo non veniva pulito dalle foglie vecchie, né concimato. Questo ha contribuito a diffondere il fungo dell’occhio di pavone.

In questi casi bisogna agire abbastanza in fretta!

Gli step da seguire sono:

effettuare una potatura responsabile. Mai… anzi lo scrivo maiuscolo MAI improvvisarsi potatori di alberi, si possono creare dei danni alla pianta compromettendo il raccolto se non la vita stessa dell’albero.

– iniziare appena possibile un trattamento anti fungo sui vari rami e foglie, generalmente si usa una sostanza liquida al rame, calce idrata ed acqua (si trova anche già pronta in commercio) che inibisce la germinazione delle spore fungine. Il suo livello di tossicità è assolutamente controllato e autorizzato. Sono comunque trattamenti che si utilizzano nelle nostre campagne da decenni.

curare i tronchi e i rami più grossi, se sono molto rovinati soprattutto per via degli insetti, con una sostanza liquida di calce, anche questa si trova comunemente nei negozi specializzati e serve a disinfettare e rinvigorire la corteccia che pian piano si rinnoverà e tornerà ad essere priva di muffe, insetti e funghi.

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Un po’ in ritardo sulla tabella di marcia (ma meglio tardi che mai) abbiamo quindi iniziato a prenderci cura di questi poveri alberi abbandonati, cercando di essere il più possibile rispettosi e veloci… sperando di vedere i primi risultati tra qualche mese!

Vi terrò aggiornati e aspetto anche i vostri consigli! Nel frattempo inizio a progettare qualche idea per l’orto… anche se per molte cose che avrei voluto seminare dovrò ormai aspettare il prossimo anno!

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